Portare i bambini in libreria: come motivare il bambino a leggere (di più) o ad avvicinarlo alla lettura

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Andare in libreria con i figli, seppur molto piccoli, è un’esperienza di grande valore sia individuale sia di condivisione familiare.

Iniziare a frequentare librerie non è mai troppo presto se desiderate trasmettere al bambino l’amore per la lettura né è mai troppo tardi se volete fare nascere in lui la passione per i libri. Di indubbia utilità è recarsi in libreria se il bambino mostra momentaneo disinteresse per la lettura, autonoma o ad alta voce. 

Ci sono genitori che periodicamente entrano in libreria con neonati. Alcuni penseranno che è inappropriato portare un bimbo in fasce in un luogo dove si vendono libri ma non è affatto così. Ai piccolini si propongono libri tattili, ossia libri morbidi ma rinforzati a sufficienza per essere manipolati dalle manine vogliose di fare nuove scoperte.

È buona abitudine fare maneggiare i libri ai bambini sin da piccolissimi perché ogni pagina offre nuovi stimoli. Il bambino sa che potrà entrare in relazione con le immagini che osserva, e quindi con l’oggetto libro nella sua interezza, perché i genitori o un appassionato libraio le sapranno trasporre in parole.
Quando il bimbo saprà identificare i soggetti raffigurati nelle pagine dei libri allora saprà anche esprimere la propria preferenza verso i volumi che più lo attraggono. Contemporaneamente, il bambino è affascinato da ciò che non gli è noto, pertanto paleserà coinvolgimento anche per libri inconsueti, con soggetti sconosciuti, perché sa già che sono i protagonisti di una storia bizzarra e avvincente che gli verrà decodificata verbalmente da mamma o papà.

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Portare a casa un libro acquistato insieme a vostro figlio dà un fascino e un magnetismo particolare a quel volume, che ha altissime probabilità di essere letto più volte (anche fino a consumarlo), di invogliare gli esordienti lettori alla lettura per mezzo della voce di mamma o papà, di fare tornare la voglia di leggere o farsi leggere libri a chi fino a poco tempo prima li ha adorati e che attualmente sembra non apprezzarli più.

Instaurare una routine che comprenda, tra le altre cose, la frequentazione di una o più librerie è un’attività che presenta innumerevoli aspetti costruttivi e proficui che vedremo più avanti.

Ed è senza dubbio più allettante trascorrere del tempo in una libreria anziché andare a zonzo e senza meta nell’abituale centro commerciale a passare le ore, che ad alcuni genitori pare essere l’unica attività possibile per distrarre i bambini, soprattutto nelle giornate fredde e/o piovose.

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In quali librerie portare i bambini? Librerie di catena, megastore o librerie indipendenti?

Tra librerie di catena, megastore e librerie indipendenti, queste ultime rappresentano la scelta migliore se specializzate esclusivamente in letteratura per l’infanzia.

Librerie di catena e megastore sono librerie generaliste. Offrono libri a lettori adulti, adolescenti e piccini, e a questi ultimi è riservata una sezione ridotta e circoscritta, in tanti casi non allestita con le suppellettili (es. tavolino e piccole sedie) per ospitare i giovanissimi lettori che pertanto non possono sedersi per sfogliare i libri.
Comprendendo volumi di tutti i generi narrativi e per tutte le età, la clientela è eterogenea e in queste librerie spesso non regna quella tranquillità che occorre ai bambini per sentirsi a loro agio e visionare con calma le pubblicazioni a loro dedicate. Tra queste, non mancano le collane intitolate ai personaggi dei cartoni animati e dei film di animazione che, con abili manovre di marketing che riempiono gli scaffali anche di coloratissimi gadget, soddisfano le tendenze commerciali del momento ma che peccano in qualità (non di certo in quantità!).
Infine, il personale (dipendente) è impegnato in molteplici mansioni e sovente si interessa soltanto a dare delucidazioni sui libri al pubblico adulto, trascurando i bimbi e mostrandosi talvolta infastidito dai futuri lettori e dai lettori in erba che afferrano i libri per poterne esplorare il contenuto. 

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Le librerie indipendenti non sono legate ai grandi gruppi editoriali, pertanto offrono una scelta di qualità, attenta e accurata. Se incentrate sulla sola letteratura per l’infanzia ed eventualmente per ragazzi, le librerie indipendenti di norma sono attrezzate per accogliere i bambini nel migliore dei modi.

Innanzitutto il personale delle librerie indipendenti, nella fattispecie quelle di piccole o medie dimensioni, solitamente non è rappresentato da dipendenti bensì dagli stessi proprietari della libreria, che si dedicano con trasporto alla loro professione e che di norma hanno tutti i meriti e le qualità per essere definiti librai. Quella del libraio è un’attività che richiede profonde competenze, conoscenza sempre aggiornata del mercato editoriale e tanto amore per il proprio lavoro.

Data l’epoca critica in cui versa l’economia del nostro Paese, insieme alla forte concorrenza esercitata dalle librerie online e dagli e-book, i proprietari delle librerie indipendenti svolgono una vera e propria missione. Non potendo esercitare significative, se non addirittura nulle, riduzioni sul prezzo di copertina, il costo dei libri acquistati presso una libreria indipendente è solitamente intero, di conseguenza alcuni genitori desistono dal recarsi con i figli in un piccolo tempio di libri.

Se la competitività è il punto più debole, c’è da tenere presente che il valore di un libro comprato in una libreria indipendente per bambini include il tempo prezioso trascorso all’interno della struttura, dove i piccoli visitatori e le loro famiglie vivono un’esperienza unica ed esclusiva in un luogo di incontro e aggregazione in cui coesistono suggestioni, incanto e stimoli.

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Che cosa offrono le migliori librerie specializzate nella letteratura per l’infanzia?

Nelle migliori librerie rivolte alla letteratura per l’infanzia c’è grande attenzione verso il “mondo bambino” ma anche verso gli adulti che sono coscienti che leggere è sia un piacere sia un diritto del bambino, al quale serve offrire opportunità e occasioni. Non solo lettura di libri a casa, quindi, ma anche visite abituali in biblioteche e librerie. Tra queste ultime, le migliori hanno/dispongono di/offrono:

  • catalogo ricco di albi illustrati, silent book e libri per bambini e ragazzi non facilmente reperibili (se non su ordinazione) in librerie di catena o megastore;
  • consigli dei librai che cercano di interpretare al meglio le esigenze di ogni singolo bambino e ragazzo, guidandolo con consapevolezza nella selezione dei libri e accrescendo il piacere della lettura;
  • liste bibliografiche tematiche ragionate;
  • giocattoli di qualità e carabattole di intrattenimento;
  • arredi colorati o a tinte neutre per ricevere i bambini (librerie con volumi alla portata dei più piccini, oltre ad angoli lettura con tavoli e sedie a misura di bambino, grandi cuscini e pouf, tappeti, ecc.), liberi di consultare i volumi a disposizione, di disegnare, di giocare;
  • incontri e dibattiti con scrittori e illustratori affermati ed esordienti;
  • esposizioni di artisti della cultura dell’infanzia;
  • letture ad alta voce e/o animate, talvolta con accompagnamento musicale dal vivo;
  • spettacoli con teatrino e burattini;
  • piccolo teatro dove i bambini possono inscenare fiabe, favole e racconti, dando vita alle narrazioni;
  • laboratori creativi, di manualità e di progettualità;
  • incontri di supporto alla genitorialità;
  • seminari di formazione per insegnanti ed educatori;
  • servizi indirizzati alle scuole e alla promozione del territorio;
  • caffetteria per gioiose merende tra bambini e momenti di relax per adulti;
  • zona nursery per il cambio e l’allattamento dei bebè;
  • spazio per organizzare allegre e originali feste di compleanno.

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Comprare libri per bambini e ragazzi online: comodo e conveniente, ma…

Acquistare libri online presenta dei vantaggi, come scegliere tra una vasta gamma di libri nuovi o usati comodamente da casa o ovunque ci si trovi con pochi click del mouse, usufruire di sconti e promozioni a volte molto allettanti (es. reminders, sezione outlet, gruppi di acquisto), fare recapitare il pacco a domicilio senza spese di spedizione. Ma acquistare libri via web estromette il bambino dal selezionare attivamente i libri poiché non può sfogliarli personalmente.

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Quali sono i benefici per un bambino che frequenta una libreria? 

Che cosa scoprono e osservano i genitori quando si va in libreria con il bambino? Elementi molto preziosi sullo sviluppo cognitivo, sui bisogni e sulle preferenze dei figli. 

Si permette infatti al bambino di:

  • trascorrere tempo condividendo l’esperienza con le persone più amate, mamma e/o papà;
  • misurarsi con la propria emozionalità nello stimare l’interesse verso una pubblicazione piuttosto che un’altra;
  • dare libero sfogo a immaginazione, fantasia e curiosità;
  • sviluppare una sempre maggiore consapevolezza nelle valutazioni e nei giudizi;
  • accrescere le competenze decisionali discernendo tra molti e differenti volumi;
  • orientarsi in una selezione prioritaria da compiere al momento;
  • posticipare una scelta a una futura occasione, traendo l’insegnamento che non si può avere tutto subito e inducendo a desiderare;
  • aumentare la fiducia nelle proprie capacità e l’autostima;
  • incrementare e perfezionare vocabolario, strutture del linguaggio e fattori extralinguistici per comunicare al genitore e/o al libraio le proprie predilezioni in fatto di libri;
  • fare emergere i meccanismi relativi a situazioni difficili (es. gelosia verso il fratellino o la sorellina, timore e insicurezza nel sostenere alcuni passi importanti come l’addio al ciuccio o al pannolino, senso di abbandono quando i genitori vanno al lavoro e/o il bimbo accede alla scuola materna, inquietudine originata da creature di fantasia che popolano la cameretta prima di addormentarsi, paura del buio, angoscia indotta dalla malattia o dalla morte, ecc.);
  • sapere gestire il comportamento, nelle sue azioni e reazioni, in un luogo pubblico in cui deve regnare armonia e tranquillità;
  • partecipare a eventi (es. spettacolo di burattini, lettura animata o ad alta voce, incontro con un autore) a cui prestare attenzione in silenzio o intervenendo solo se interpellati;
  • prendere parte a laboratori creativi affinando concentrazione, impegno, responsabilità;
  • avere rispetto verso i libri, le cui pagine non devono essere sgualcite o strappate, ed eventuali giochi presenti in libreria;
  • condividere libri ed eventuali giochi presenti in libreria con tutti gli altri bambini presenti;
  • mettere in ordine ciò che si è utilizzato (ricollocare al proprio posto i libri presi per la consultazione, sistemare giocattoli e pastelli dopo avere giocato e disegnato, ecc.).

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Come è evidente, da una apparentemente semplice visita in libreria scaturiscono svariate condizioni a favore del bambino. Non solo, perché anche ai genitori fa molto bene. E il tutto favorisce la relazione interpersonale tra i membri della famiglia.

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Che cosa fare e che cosa non fare in libreria con i bambini

Quale condotta tenere in libreria con i figli?
Considerando che si va in una libreria concepita come “spazio per l’infanzia” e rivolta ai bambini, il genitore (mi si conceda la perentorietà del “deve” e “non deve”):

  • deve informare il figlio con entusiasmo su quando si svolgerà la visita alla libreria per creare un bel clima di attesa. Talvolta, specialmente se il bambino ama recarsi in libreria, si può fare un’improvvisata per meravigliarlo e stupirlo;
  • deve mantenere un atteggiamento positivo e rilassato per palesare al figlio la soddisfazione e l’appagamento nell’essere in un luogo desiderabile;
  • deve parlare a voce tendenzialmente bassa, in questo modo si dà il buon esempio che il bambino dovrà imitare;
  • deve incoraggiare il figlio a socializzare con il libraio e gli altri bambini ma senza pretendere che, se intimidito, lo faccia in tempi brevi perché ciascuno ha i propri tempi per studiare e prendere confidenza con nuovi ambienti e persone sconosciute;
  • deve riprendere il figlio, in modo risoluto ma con toni pacati, se attua un comportamento scorretto verso bambini e adulti o non rispetta le regole basilari della buona educazione e del rispetto verso persone e oggetti (es. parlare ad alta voce, correre, sgualcire o strappare le pagine di un libro, mettere in disordine);
  • deve concordare, a casa, il numero massimo di libri che si acquisteranno per non rischiare di assistere ai pianti sconsolati del bambino che ha l’impressione di non avere ottenuto tutto ciò che avrebbe voluto;
  • deve ricorrere a una visita straordinaria (che non rientri nella routine della frequentazione) alla libreria come gratificazione e ricompensa per premiare e lodare un particolare successo (es. abbandono del ciuccio o del pannolino, bei voti in pagella e/o promozione);
  • deve, una volta rincasati, interessarsi ai libri comprati, sfogliandoli, leggendoli anche tra sé e sé (vi assicuro che non è affatto noioso!) per stuzzicare ulteriormente la curiosità del bambino;
  • non deve essere il protagonista della permanenza in libreria quanto il coprotagonista insieme al figlio e talora deve capire quando assumere un ruolo secondario a seconda delle situazioni estemporanee;
  • non deve imporre né fare prevalere le proprie preferenze in fatto di libri. Un consiglio dato al figlio è tale perché deve rappresentare soltanto un suggerimento, non un comando o un’intimazione;
  • non deve esibire delusione o frustrazione né sbraitare o fare ironia per la scelta (sacrosanta e indiscutibile) d’acquisto fatta dal bambino;
  • non deve acquistare troppi volumi. Da uno a tre libri sarebbe l’ideale. Tutte le altre pubblicazioni ambite e bramate si possono rimandare alla visita successiva in libreria. È un ottimo espediente, una volta a casa, per polarizzare l’interesse del bambino su pochi libri e per infondere tanta voglia di tornare in libreria;
  • non deve mai dire “Andiamo in libreria!” come se fosse un castigo e un’alternativa privativa al parco giochi se il bambino ha tenuto una condotta non esemplare e da punire;
  • non deve polemizzare con nessuno, siano altri genitori o il libraio o bambini. In caso di disaccordo, esprimere cautamente e brevemente il proprio dissenso senza battibecchi o, ancora meglio, lasciare cadere la questione. Ogni occasione in cui si ci si comporta con avvedutezza e buonsenso è una lezione di assennatezza, tolleranza e non aggressività che si impartisce al bambino.

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“Nati per leggere”: elenco delle librerie amiche delle bambine e dei bambini

Il progetto “Nati per Leggere”, come scritto nel sito, ritiene “doveroso riconoscere e valorizzare il ruolo delle librerie dedicate alla produzione editoriale per bambini o, se di carattere generale, che offrono spazio ai libri per bambini e ragazzi”.

A tale scopo offre una lista di librerie “amiche delle bambine e dei bambini”. I punti vendita, suddivisi per provincia, devono rispettare determinati requisiti quali avere un’offerta di qualità di libri per bambini; potere contare su personale preparato a fornire proposte sulle letture senza prevaricare gusti e interessi di bambini e adulti; procurare nel più breve tempo possibile i titoli non presenti nell’assortimento.

Le librerie aderenti al progetto “Nati per Leggere” sono facilmente riconoscibili poiché espongono la vetrofania con la scritta “Questa libreria aderisce al progetto Nati per Leggere” sulla vetrina del negozio.

Verificate se nella vostra città è presente una libreria per bambini e ragazzi conforme alle linee guida del progetto “Nati per Leggere” servendovi di questo link.

Portare i bambini in libreria come motivare il bambino a leggere (di più) o ad avvicinarlo alla letturaNati per leggere - Vetrofania per librerie per bambini e ragazzi


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2 pensieri su “Portare i bambini in libreria: come motivare il bambino a leggere (di più) o ad avvicinarlo alla lettura

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