Filastrocche per bambini * Le quattro stagioni (I)

 Le quattro stagioni - Primavera, estate, autunno, invernale

Le stagioni

Primavera è una giovinetta
con in bocca la prima violetta.
Poi vien l’estate, nel giro eterno..
ma per i poveri è sempre inverno.
Vien l’autunno dalla montagna
ed ha l’odore di castagna.
Vien l’inverno dai ghiacciai
e nel suo sacco non ha che guai.
– G. Rodari 

Le stagioni

Prima viene primavera
con i fiori sulla pianta,
poi estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.
– R. Piumini

Le quattro stagioni

Di fior si smaltano prati e giardini,
attorno un’aura spira leggera;
gioite: arriva per voi, bambini, la primavera.
Ma già nel campo matura il grano,
dal sol le viottole sono infocate;
cantan cicale e suda il villano:
ecco l’estate.
Cade il settembre: le viti spoglie
furon dell’uve di licor piene,
l’aria rinfresca, cadon le foglie:
l’autunno viene.
Le notti allungano, s’infosca il cielo;
dal freddo il fiore spira consunto;
sulla campagna domina il gelo:
l’inverno è giunto.
– E. Panzacchi

Le stagioni

Diceva primavera: “Io porto amore
e ghirlande di fiori e di speranza”.
Diceva estate: “Ed io, col mio tepore,
scaldo il seno fecondo all’abbondanza”.
Diceva autunno: “Io spando a larga mano
frutti dorati alla collina e al piano”.
Sonnecchiando diceva inverno annoso:
“Penso al tanto affannarvi e mi riposo”.

I doni

Primavera vien danzando,
vien danzando alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di villucchi,
quali azzurre quali gialle,
e poi rose a fasci e a mucchi.
E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche
ben divise a mazzi e a ciocche.
Vien l’autunno sospirando,
sospirando alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina
e un pugnel di morte foglie.
E l’inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Un fastel d’aridi ciocchi
un fringuello irrigidito,
e poi neve, neve a fiocchi
e ghiaccioli grossi un dito.
La tua mamma vien ridendo,
vien ridendo alla tua porta;
sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo, ritto, un fiore;
ma tu dormi e non lo vedi.
– A. S. Novaro


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera,
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà la prima violetta.
Oh prima viola fresca e nuova,
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà:
“La primavera è giunta, è qua!”.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.
– G. Rodari

Viva la libertà

Viva la primavera
che viaggia liberamente
di frontiera in frontiera
senza passaporto,
con un seguito di primule,
mughetti e ciclamini
che attraversando i confini
cambiano nome come
passeggeri clandestini.
Tutti i fiori del mondo son fratelli.
– G. Rodari

Primavera

Lucciole belle venite da me,
son principessa, son figlia di re,
ho trecce d’oro filato fino fino,
ho un usignolo che canta sul pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo limpido fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco,
ho veste verde di vento cucita,
tutta di piccoli fiori fiorita,
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno,
e per il sonno dei bimbi tranquilli,
la ninna nanna felice dei grilli.
– R. Pezzani

L’albero primaverile

Sempre fermi,
sempre ritti,
sempre zitti,
come impavidi soldati,
stanno i buoni alberi,
armati sol di foglie e fiori e frutti,
di cui fanno doni a tutti.
Tutti danno quel che hanno
e per sé tengono solo
un gorgheggio d’usignolo,
un fischiettio di fringuello,
un sussurro di ruscello.
– D. Valeri

Bosco di primavera

Vola un profumo lieve
dal biancospin di neve;
splendon rugiade d’oro
sul mirto e sull’alloro.
Canta la cinciallegra
e il bosco si rallegra.
Fa uno starnuto il riccio
e la gazza il suo bisticcio,
ma c’è un garofanino
che sboccia lì vicino
e cinguetta capinera
per dir che è primavera.
– M.L. Magni

Le foglioline

Dicon le foglioline appena nate,
al vecchio tronco: “Nonno l’hai sentite
le rondini? CHe splendide giornate!
Vedi? Non siamo più tutte aggrinzite!
Ci siam tese come le manine
carezzanti dei bimbi: e i freschi venti
ci fanno vispe come farfalline,
e il sole ci fa tutte rilucenti”.
– C. Del Soldato

La stagione più bella

Ecco ecco ch’è arrivata
Primavera colorata!
Con il sole,
con le viole,
con i gridi,
con i canti dentro i nidi.
Son fioriti i biancospini,
poi verranno i maggiolini.
con le rose rosse e gialle
son tornate le farfalle,
sono bianche,
sono stanche.
Or nei prati di velluto
il leprotto, muto muto,
va a cercare fra il trifoglio
pian pianino “l’erba voglio”.
Là nel bosco profumato
canta il merlo innamorato.
Mentre cento e più ranocchi
solo pancia solo occhi
fanno in coro: “cre, cre, cre”.
Nel cortile le galline
fanno tutte: “co-co-dè”
deponendo i bianchi ovini
per la Pasqua dei bambini.
– L.Galli

Vieni con me

È primavera,
vieni con me!
vieni a vedere,
freddo non è!
Il faggio è in fiore,
il faggio rosso
ci ha fatto il nido il pettirosso.
Le querce nude
fiori non hanno,
ma le lor gemme
si schiuderanno!
È primavera,
vieni con me!
Vieni a vedere,
freddo non è.
– K. Jackson

Primavera

Oh, quanto è bella
la Primavera: danza festosa
sulla Riviera.
Corre sui prati e li ridesta,
rende splendente
pur la foresta.
Guarda il giardino, lo fa rifiorire,
e il boschetto fa inverdire.
Si posa sui rami
di un pesco in fiore
e spunta un frutto
di un bel colore.
Canta sul mandorlo
un grande uccello
vestito a nuovo.
Tutto è più bello!
– F. Cardenti

I colori della primavera

Il tempo trascorre e cambia stagione,
ecco, Primavera è di questo colore:
rosso, violetto,giallo e arancione
e tutt’intorno è un grande bagliore!
Senti l’aria profumata,
primavera è arrivata
con le sue gemme preziose
e le piante odorose.
Campi e giardini sono fioriti,
i cieli azzurri e puliti.
Cantan gli uccelli sui rami,
ronzan le api a sciami.
Le rondinelle lassù
sembran puntini nel blu,
i bimbi osservan curiosi
i loro voli armoniosi.
Il tempo trascorre e cambia stagione,
Ecco, Primavera è di questo colore,
rosso, violetto, giallo e arancione
e tutt’intorno è un grande bagliore!
– M. Fratepietro

Arriva primavera

Biancospino nudo ai venti,
sveglia, sveglia, non mi senti?
Son la dolce Primavera,
voglio fiori avanti sera
Pratoline intirizzite
sveglia, sveglia!
Non sentite?
Son la bella Primavera
voglio bocci avanti sera.
Rondinelle che tornate,
svelte, svelte,
lavorate!
Sono Mamma Primavera,
voglio nidi avanti sera.
Tra le rive fiorite va il ruscello,
Primavera è tornata:
il mondo è bello!
– Da “Raccogli idee”, Tresei Scuola

La coccinella

Filastrocca della coccinella
che sembra finta da tanto è bella,
che a primavera, dovunque va,
indossa solo vestiti a pois,
che se sul braccio ne trovi una
puoi stare sicuro che avrai fortuna.
– N. Codignola


Estate

Quando la terra
è calda e matura,
quando di sera
cerco frescura,
quando la valle
è piena d’oro
e le cicale
gridano in coro,
quando le gole
sono assetate,
ecco l’estate
– R. Piumini

Filastrocca di mezza estate

Filastrocca di mezza estate
fuggono presto le giornate…
Il più bel gioco non può finire:
è subito l’ ora di andare a dormire
– G. Rodari

Paese delle Vacanze

Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra giugno e settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.
– G. Rodari

Vacanze per tutti

Filastrocca vola e va
del bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia delle cascate.
E chi quattrini non ne ha?
Solo resta in città:
si sdraia al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto; a tutta la gente:
– Ordinanza; numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi;
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decreto
va in prigione difilato.
– G. Rodari

Festa nel bosco

Va la lucciola sicura
nella notte scura scura.
Per volare sopra il prato
ha il fanale incorporato.
C’è una festa nei paraggi,
proprio sotto i grandi faggi.
Le compagne in lunga fila
sono almeno cinquemila.
Hanno teso una ghirlanda
sopra il palco della branda.
Si fa luce tutt’intorno
come fosse ancora giorno.
Tutto il bosco canta e balla,
e qualcuno gioca a palla.
Senza filo e senza presa
ogni lucciola sta accesa.
Quando poi sorge il mattino,
ecco, spegne il lumicino
– M. Vago

Ho l’estate

Ho l’estate tra le mani,
un’anguria a fette larghe.
Ho l estate nelle gambe,
sfido il vento e corro via.
Ho l’estate sotto i piedi,
è sdraiata dappertutto.
Ho l’estate nella testa,
sogni lunghi e sere chiare.
ho l’estate nella gola,
ha sapore di gelato
– G. Quarenghi

Vacanze, sì

Vacanze, sì, però non per la mente,
perché il pensiero non finisce mai,
e l’occhio vede e l’orecchio sente,
c’è mondo, vita, gente ovunque vai.
Non c’è la classe ma amici nuovi:
una piccola classe all’aria aperta.
Non c’è palestra eppur ti muovi.
Niente lezione, ma c’è la scoperta.
Vacanze sì, ma che giorno noioso
quello passato senza imparare!
Il mondo è un libro vivo e avventuroso
con pagine di cielo terra e mare.
– R. Piumini

È arrivata l’estate

È arrivata l’estate
con tanto grano
e i fiori di melograno.
È tempo di vacanza!
Chi va al mare
a nuotare,
chi in montagna
a passeggiare.
I grilli son canterini
e allegri giocano i bambini.
Tutto è rigoglioso,
semplicemente meraviglioso!
– Da “Io piccola peste”, Mirò Editori

Spiga dorata

Spiga dorata
spiga cresciuta
in un campo di grano
d’amore annaffiata.
Niente e nessuno
ti toglie il profumo
che si espande nel pane
e che sa di estate
– Da “Io piccola peste”, Mirò Editori

Le lucciole

Misteriose e timide
scoppiano le lucciole
mille luci piccole su e giù.
Pulci che scintillano
cimici che brillano
ride il cielo nella barba blu.
Solo chi le ha viste sa com’è
briciole del sole che non c’è
luminose lucciole
friggono le nuvole
mille fuocherelli in libertà.
Torce che si spengono
e poi si riaccendono
chi le accende e spegne non si sa
solo chi le ha viste sa com’è
briciole del sole che non c’è
fiamme nanerottole
come dive frivole
pizzichi di luce nella sera
stelle che punzecchiano
raggi che ridacchiano
fiaba forse finta invece vera.
– R. Piumini

Estate

Calda estate tutta d’oro
che cos’hai nel tuo tesoro?
Pesche, fragole, susine,
spighe e spighe senza fine;
Prati verdi e biondi fieni,
lampi, tuoni, arcobaleni;
giorni lunghi, notti belle,
colme di lucciole e di stelle.
– R. Rompato

In vacanza

Lunedì ho lasciato la città e
son partito per il mare:
corse, tuffi, nuotate,
giornate spensierate!
Scorpacciate di gelati:
fragola,melone,pesca,
lampone,pistacchio,limone
poi tanto, tanto cioccolato
e una nuvola di panna
da gustare con la mamma.
– R. Dattolico

Le lucciole

Le lucciole d’ estate
fanno un bel firmamento
sul prato, dove il grillo
accorda il suo strumento,
per far la serenata
che porta odor di fieno,
quando nasce la notte
e il silenzio è pieno.
– L. Carpanini

Il mare

Un mare di onde turchine
regala sorrisi di schiuma.
Ridono il mare e i bambini
e tra gli schizzi azzurrini
guizzano squame di luce.
Di notte le piccole stelle
si tuffano in fondo al mare
mentre nel cielo la luna
rimane stupita a guardare.
– R. Dattolico


Autunno

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!
– R. Piumini

L’autunno

Io vidi una mattina
l’autunno camminare.
Aveva nella mano
tre goccioline di brina,
nel cesto un venticello
per sollevar le foglie.
Portava per mantello
un grigio nuvolone
e andava lento lento
curvo sul suo bastone.
– J. Renard

Albero Alberto aveva una foglia

Albero Alberto
aveva una foglia.
Albero Alberto
aveva una voglia.
È arrivato ottobre ventoso,
Albero Alberto ha perso la foglia.
È arrivato ottobre noioso:
Albero Alberto ha perduto la voglia.
– R. Piumini

L’autunno

Un albero spoglio tremando sussurra:
“Tu vento furioso
sui rami hai soffiato
rendendo il mio aspetto
così sconsolato”.
E il vento risponde:
“ Non piangere albero,
ben presto sarai
più bello che mai
coperti di verde
i tuoi rami brilleranno
riflessi da un sole
amico e compagno”.
– G. Rodari

Le foglie

Ma dove andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?
– Trilussa

Ottobre

Ottobre, il tuo pennello
dipinge i boschi e i prati.
È pieno il mio cestello
di grappoli dorati.
La castagna e il fico
sorridon tra le foglie:
“Viva l’autunno amico!
Siam di chi ci raccoglie”.
– L. Santucci

Foglie matte

Le foglie matte si lasciano andare,
Dal soffio del vento si fan trasportare:
Sale in alto l’arancione,
Vola come un aquilone,
Scendon giu’ due foglie rosse,
Forse hanno un po’ di tosse,
Corron dietro a quella gialla,
Che fischietta e gioca a palla,
Dorme gia’ quella marrone
E non sente la canzone.
Solo la verde si tiene ben stretta,
Perché di cadere non ha proprio fretta!
– Da “Le stagioni”, Edizioni Leonardo

Autunno

Cadono le foglie spinte dal vento.
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie,
può finalmente toccare le foglie
gialle, rossicce ed arancione:
sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
Lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.
– Da “Una scuola intorno a noi”, Tresei 

Testamento di un albero 

Un albero nel bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
“Lascio i miei fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole, e poi
tutti i semini a voi:
a voi poveri uccelli,
perché mi cantavate la canzone
nella bella stagione.
E voglio che gli stecchi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poveretti”.
– Trilussa

Foglia foglina

Foglia foglina
l’inverno s’avvicina;
foglia foglietta
l’inverno è sulla soglia,
ben presto arriverà
e via ti strapperà!
– Filastrocca popolare

L’autunno

È caduta una foglia
dall’albero lassù
quando l’albero si spoglia,
l’estate non c’è più.
Con il primo acquazzone
cambia la stagione.
Le giornate son più corte:
l’autunno è alle porte.
– Filastrocca popolare

Girotondo dell’autunno

Giro giro, giro tondo
l’autunno è in tutto il mondo.
Sotto gli alberi giganti
i funghi sono tanti.
Ci son sulle montagne
le noci e le castagne
e poi nella pianura
c’è l’uva ben matura.
Vi sono i bei frutteti
che tutti fanno lieti
mele e pere succose
per le bimbe golose.
– Da “L’Arca di Noè”, Edizioni Leonardo

Vorrei giocare, ma dove? 

E piove e piove e piove e piove:
vorrei saltare e correre, ma dove?
Ho fatto tanti giochi nel tinello
che poi sembrava un campo di battaglia.
“Stai fermo! Fai più piano! Che monello!”
-“Uffa, perché non torna il tempo bello?”
– E. Zani


Inverno

Giù dal cielo grigio grigio,
zitta zitta, lieve lieve,
lenta lenta, bianca bianca,
sulla terra vien la neve;
mille fiocchi immacolati
danno ai monti, ai boschi, ai prati,
alle strade, ai tetti, al suolo,
un bellissimo lenzuolo.
I bambini guardan fuori
e non apron più la bocca
e la neve lenta lenta
scende scende, fiocca fiocca.
– M.G. Nielli

Il sonno della terra

Il mago dell’inverno
fece venir la neve:
– Fa’ tu dormir la terra
con il tuo tocco lieve.
Così la neve candida
discese a larghi fiocchi,
coprì tutta la terra
che già chiudeva gli occhi.
Le disse il mago inverno:
– Sei stata proprio brava!
La terra, calda e umida,
felice riposava
– M.L. Giraldo

La neve

Bianca cosa luminosa
Cala silenziosamente,
Leggermente si riposa
Sulle cose sulla gente.
Bianca meraviglia muta
Che si guarda con stupore,
Luce in terra ricaduta
Che ti fa battere il cuore.
– R. Piumini

L’uomo di neve

Bella è la neve per l’uomo di neve,
che ha vita allegra anche se breve
e in cortile fa il bravaccio
vestito solo d’un cappellaccio.
A lui non vengono i geloni,
i reumatismi, le costipazioni…
Conosco un paese, in verità,
dove lui solo fame non ha.
La neve è bianca, la fame è nera,
E qui finisce la tiritera.
– G. Rodari

Primo gelo

Filastrocca del primo gelo,
gela la neve caduta dal cielo,
gela l’acqua nel rubinetto,
gela il fiore nel suo vasetto,
gela la coda del cavallo,
gela la statua sul piedistallo.
Nella vetrina il manichino
trema di freddo poverino,
mettetegli addosso un cappotto
di quelli che costano un terno al lotto:
finchè qualcuno lo comprerà
per un bel pezzo si scalderà.
– G. Rodari

L’inverno

Cappello e sciarpa,
cappotto e guantini,
vestiamoci bene
o battiamo i dentini.
Con il freddo e con la neve
viene l’inverno, eccolo qua
ma regala a tutti quanti
frutta e feste in quantità:
mandarini e clementine,
per la gioia dei bambini,
belle arance, gialli limoni,
quante spremute per i bimbi buoni!
Per la festa di Natale
un Bambino nascerà.
E l’allegro Carnevale
tanti scherzi ci farà.
– R. Marra

Canzonetta del freddo

Stasera pure il vento
si vorrebbe scaldare
implora il suo lamento
ad ogni casolare:
“Non ho più fiato
per proseguire
sono freddo gelato,
mi par di morire;
Svegliate il fuoco
che mi riscaldi un poco.”.
La fontanella che è rimasta sola
a recitare la filastrocca
in mezzo alla piazzola
si sente la parola
gelare sulla bocca.
Se il fuoco è spento
e pure il vento
di freddo geme,
la fontanella teme
per quella cosa viva
ch’è la sua acqua sorgiva.
Balbetta
dalla paura stretta
con voce piana
più piana,
lontana,
e poi rimane zitta e sola
con un zipolo di ghiaccio in gola
– I. Drago

Nella notte

Sulla neve,
nella notte,
chi è passato
solo o a frotte?
Qui c’è un’orma,
qui un’ impronta:
che racconta?
che racconta?
Mentre stavi
nel lettino,
qui passava
un topolino.
Mentre stavi
caldo e chiotto,
qui danzava
un bel leprotto.
Le bestiole
più affamate,
tutta notte
son passate?
Son passate,
silenziose,
le bestiole
timorose.
– M. Comassi

Comignoli freddolosi

Or che la neve ha coperto
d’un manto i campi e i prati,
i comignoli sul tetto deserto
sono contenti di stare aggruppati:
L’uno all’altro vicini,
si sussurrano parole di attesa;
aspettano che giù nei camini
un po’ di legna venga accesa.
E, quando una nuvoletta
di fumo s’alza e si accinge a volare,
sospirano: ”Va’!
Cerca in fretta la Primavera,
e falla tornare!”
– L. Ruber

Inverno

Le nuvole sono nere,
quanta pioggia vien dal cielo!
Ecco adesso viene l’inverno
con la neve e con il gelo.
Brr! che freddo ci sarà!
Che altro mai ci porterà?
Con le buone e dolci arance,
mandarini e mandarance.
Poi la festa di Natale
e alla fine il Carnevale.
Spogli ha i rami l’alberello
e il nonnino infreddolito
resta accanto al fuocherello.
Gli animali della terra
dormon tutti nella tana,
ma io corro sulla neve
ché i vestiti son di lana!
– R. Marra

Bene al caldo

Per i piedini caldi stivali
e muffolette per le mani.
Sciarpona rossa,berretto di lana
conto bufera e tramontana.
E i pantaloni e calzettoni
per evitare freddo e geloni.
Poi metto un maglione ben lavorato,
e un giaccone tutto imbottito
così il calduccio è garantito
– C. Albaut

Inverno

Questa è la filastrocca
dell’inverno che è arrivato:
ogni cosa, se la tocchi,
assomiglia ad un gelato.
Dove vai, bimbo bello?
Metti il cappotto, i guanti, il cappello.
Il sole nel cielo non c’è più
e piove forte, sempre di più.
E se tocchi il tuo nasino
quando esci e freddo fa
non ti sembra un ghiacciolino?
Ma nessun lo leccherà
– R. Marra


Le filastrocche di questa raccolta sono di proprietà dei rispettivi autori o degli aventi diritto. In questo blog non si intende in alcun modo violare il copyright o farle passare come opere proprie.
La pubblicazione ha scopo unicamente divulgativo e didattico.

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