“La luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) * Recensione e video

“La Luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) – Copertina

Prima di parlare di un libro, stavolta, occorre iniziare da un cortometraggio di animazione.
La luna” è un cortometraggio animato del 2011 scritto, diretto e sceneggiato da Enrico Casarosa per Pixar Animation Studios. Con tanto di nomination agli Academy Awards 2012 (Premio Oscar 2012) per miglior corto di animazione (vinto da “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore” di William Joyce e Brandon Oldenburg), “La luna” è stato scelto come opening del film di animazione “Ribelle – The Brave” di Disney Pixar.

https://www.youtube.com/watch?v=1NsKokhM4EY

Il protagonista del cortometraggio (e del’albo) è un fanciullo che, a bordo di una modesta imbarcazione di legno dal nome “La luna”, durante una notte di luna piena prende il mare con il padre e il nonno per apprendere il mestiere che la famiglia tramanda da generazioni. Giunti al largo, i tre sostano nella barchetta. Il ragazzino osserva il comportamento dei due adulti, che tenta di imitare per cercare di affinare la propria identità, pervenuta ormai a una svolta che via via lo condurrà nell’età adulta. Tutto d’un tratto all’orizzonte affiora una gigantesca sagoma dorata: è la Luna, che sorge e si innalza nel cielo tenebroso. Al fanciullo viene svelato che cosa deve fare: salire su una lunghissima scala a pioli per attraccare l’ancora sullo sfavillante satellite, la cui superficie è invasa da piccole stelle luminescenti.

Raggiunto sulla Luna da padre e nonno, i tre iniziano a spostare stelline con rastrelli e scope. Mentre i due adulti discutono animatamente senza mai trovare un accordo, all’improvviso un’enorme stella precipita accanto a loro. Dubbiosi sul da farsi, padre e nonno protraggono i battibecchi e il ragazzino, stupefatto e curioso, trova il modo di gestire la singolare situazione, provando di possedere la maturità per svolgere la sua nuova mansione. Senza imitare né il padre né il nonno, perché ciascuno è unico. Ecco che allo spettatore è infine rivelato il fine dell’occupazione della famiglia del piccolo: dislocare i piccoli astri per dare alla Luna la forma che vediamo nelle diverse fasi lunari. E così la scena si chiude con un magnifico spicchio di luna calante.

Poesia. Pura poesia. 

Nel cortometraggio il legame tra oggetti significati e immagini significanti oscilla abbastanza spesso tra simbolo (legame convenzionale) e allegoria (legame intenzionale e arbitrario).

Il berretto regalato dal nonno e dal padre al fanciullo rappresenta l’iniziazione del giovane a nuove responsabilità, quindi alla crescita. A differenza del corto, nell’albo (purtroppo) non c’è traccia di questo avvenimento poiché il ragazzino indossa il copricapo già dall’inizio della narrazione.

La Luna è da sempre protagonista, coprotagonista, figurante di tante narrazioni. Dalle tradizioni orali alle fiabe, dai componimenti poetici a film e animazioni è una presenza senza tempo e le figure retoriche associate e associabili sono molte. Desiderio, sogno, onirismo, chimera, utopia. Chi non ha mai vagheggiato contemplando la Luna? E, prima di tutto, chi non ha mai contemplato la Luna? Complice la prossimità al nostro pianeta e, quindi, l’osservazione facilitata, anche a occhio nudo, di un corpo celeste. Nel corto di Casarosa il raggiungimento della superficie lunare si fa allegoria di un determinato momento della vita del ragazzino.

La barca a remi nelle acque sconfinate del mare si traduce in attesa, sospensione. Di conseguenza in aspettativa. L’aspettare (in senso etimologico, dal latino exspectāre ‘aspettare’, composto di ex ‘fuori’ e spectāre ‘guardare’), il lasciare trascorrere il tempo fino al verificarsi di qualcosa. Per padre e nonno, è l’attesa discreta ma fiduciosa e fedele. Per il fanciullo non è ancora né certezza, come per gli altri due adulti, né pretesa di certezza, tuttavia è già speranza che qualcosa accada.

Leggendo l’albo, cosa che non ho colto vedendo (più volte) il corto, ho percepito la compresenza dei quattro elementi: acqua -> mare, aria -> cielo, fuoco -> stelle incandescenti, terra -> Luna. La correlazione ‘terra-luna’ potrebbe sembrare un paradosso, ma quando i personaggi abbandonano la barca e raggiungono la Luna, questa è la loro terra: luogo conquistato e assoggettato, luogo di attività lavorativa, luogo familiare e abituale. Diventerà terra anche per il fanciullo.

Sia vedendo il corto che leggendo l’albo, i messaggi che arriverà ai bambini (in tenera età e fino a 10 anni circa) saranno, innanzitutto e forse esclusivamente, la bellezza della meraviglia e il senso della scoperta quando, in un istante, si alzerà il velo dell’ignoto. Attraverso la visione del cortometraggio questo processo è immediato e spontaneo. Attraverso l’albo e senza avere precedentemente mostrato l’animazione, è invece necessario aiutare il bambino a decodificare più vigorosamente il significato più profondo: per definire la propria identità non c’è altra via che essere se stessi, facendosi guidare dalla bussola della razionalità ma anche dell’istinto.

Nell’albo è penalizzata una particolarità del corto: il linguaggio. Nell’animazione è utilizzato il grammelot (in inglese gibberish ‘borbottio senza senso’), uno strumento recitativo composto di foni, onomatopee, sonorità e intonazioni che evocano una lingua (che ovviamente non esiste) per farsi comprendere senza articolare frasi di senso compiuto in virtù di una recitazione notevolmente espressiva, se non addirittura iperbolica, che sul piano comunicativo suscita suggestioni ed emozioni. Nel corto i burberi e scontrosi padre e nonno sono altresì caratterizzati da un’eccessiva gestualità che dall’albo emerge solo parzialmente.
Nell’albo si fa uso di testo per rendere accessibili gli avvenimenti. Non posso giudicare la traduzione in italiano perché non ho visionato il testo in inglese, lingua in cui è stato originariamente concepito il testo della pubblicazione. Trovo però che ci siano alcune improprietà, come per esempio “a pulire la Luna: perché questo era il loro lavoro”: il mestiere che il fanciullo sta per intraprendere non è propriamente “pulire”. Anche altre espressioni mi paiono discutibili (per esempio “Urca!”).


Le illustrazioni dell’albo provengono dalla rielaborazione delle bozze di Casarosa. Non sono stati adoperati i fotogrammi del cortometraggio di animazione (poco sotto si confronti il poster del cortometraggio e la copertina dell’albo per notare la differenza di tecniche usate).

“La Luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) - Bozza 01   “La Luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) - Bozza 02

“La Luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) - Poster cortometraggio   “La Luna” di Enrico Casarosa (Disney Pixar, 2012) – Copertina

Ho qualche difficoltà a catalogare questo volume come albo. Probabilmente a questo mio giudizio contribuisce anche la qualità della carta, di grammatura leggera, oltre a un particolare feeling che interessa la pubblicazione nella sua interezza. Ed è noto che Disney Pixar non sia propriamente specializzata in albi illustrati.

Qualcuno si chiederà perché acquistare l’albo se esiste già il cortometraggio, che in tanti giudicano di gran lunga superiore alla pubblicazione e che è possibile vedere anche online. Con l’albo alla mano ci si può soffermare su vari aspetti da evidenziare ai bambini, cosa che personalmente ritengo sia utile per una comprensione guidata più completa; per fare raccontare loro la storia anche se non sanno ancora leggere; per raffrontare albo e cortometraggio e fare esprimere una preferenza; per aiutarli a sviluppare senso critico.

È più opportuno fare vedere il corto e poi leggere l’albo o viceversa? Jo. & Ya. hanno visto più volte il cortometraggio e solo in questi giorni ho mostrato e letto loro l’albo. Abbiamo poi rivisto il corto e finora è questo a essere favorito. La sua forza emozionale è incomparabile. Tuttavia, e onestamente, non mi sento di dare una risposta alla domanda sostituendomi ai futuri fruitori del corto e/o dell’albo.

Per comprendere meglio alcune chiavi di lettura del cortometraggio “La luna”, e quindi anche dell’omonimo libro, è utile leggere alcune dichiarazioni di Enrico Casarosa in merito alla realizzazione del corto.

Sono ligure e sono cresciuto con il mare davanti agli occhi. Con un sapore un po’ italiano, il cortometraggio è la storia di un bambino in una barca chiamata ‘La luna’, mentre sta andando con suo nonno e suo padre al largo, visto che è la prima volta che lo portano al lavoro con loro. Quando arrivano al largo e si fermano, una bellissima Luna viene fuori dal mare e noi come pubblico siamo un po’ come il bambino e cerchiamo di scoprire cosa fanno i due uomini, in cosa consista questo lavoro, che è connesso alla Luna: un lavoro fantastico e strano che la sua famiglia fa da generazioni. Il padre e il nonno hanno continui battibecchi e non fanno che dargli ordini e indicazioni su cosa fare ed è un po’ anche la storia di un bambino che deve trovare la sua strada. È ispirata alla mia infanzia, perché ho vissuto con mio nonno in casa e non andava d’accordo con mio padre. Spesso mi ritrovavo a tavola seduto in mezzo a loro che non si parlavano. Anch’io da piccolo ero un po’ incastrato tra queste due personalità. Per questo a livello visivo ho cercato di tenere il bambino il più possibile in mezzo alla barca, un po’ incastrato tra i due. Ho pensato di attingere alla mia esperienza, di usare un po’ di ricordi personali, per dare un cuore alla storia, abbinandola al fantastico, con tante ispirazioni da Saint-Exupéry e “Il piccolo principe” a Calvino con la sua “Distanza dalla Luna”, che mi sono sempre sembrate belle storie. Il tutto cercando però di inventare un mio mito. Avevo letto quel racconto delle “Cosmicomiche” di Calvino in cui dei braccianti mettono una scala verso la Luna e poi uno va su a prendere del latte e volevo inventarmi anch’io il mio mito lunare, volevo provare a spiegare che cos’è per me la Luna e come funziona.
Gli occhi di Giulietta Masina sono stati la principale fonte d’ispirazione per lo sguardo del nostro bambino. Del resto il secondo nome di mia figlia è Giulietta. E poi mi sono ispirato a un sapore mediterraneo: per il gesticolare dei personaggi, per esempio, ho voluto ispirare gli animatori mostrando loro Massimo Troisi con “La smorfia” e “Il postino”. Volevo ottenere un perfetto gesticolare napoletano dentro ai personaggi. A livello di immagini mi è sempre piaciuto molto Hayao Miyazaki. Il papà e il nonno di “La luna” hanno questi baffoni e le grandi barbe che coprono quasi gli occhi, tipiche dello Studio Ghibli.
Dato il sapore fiabesco, ho pensato fin dall’inizio che uno stile più stilizzato, più da libro per bambini, sarebbe stato indicato. Io di solito disegno con acquerelli e matite e ho portato un po’ di queste tecniche nelle texture che abbiamo usato nell’immagine al computer, ho cercato di portare un sapore imperfetto, perché quello che facciamo a mano ha sempre un po’ di imperfezioni, sia ai personaggi che alle superfici, per ottenere un look un po’ diverso che secondo me sarebbe stato adeguato al tono poetico e di fiaba che stavo cercando. Abbiamo anche inserito direttamente dipinti fatti a mano, scannerizzandoli, con uno stile un po’ teatrale. Il computer da solo non fa niente. Spesso la gente non ci pensa quando guarda i nostri film, ma dietro c’è un lavoro artigianale e fisico enorme. E poi abbiamo passato molte ore davanti allo specchio a provare i movimenti e le espressioni che volevamo dare ai nostri personaggi. Se sei un animatore in fondo sei un po’ anche un attore.
La musica è stata realizzata da Michael Giacchino, braccio destro di J.J. Abrams e compositore di casa Pixar, che si è fatto le ossa in TV e dunque è abituato a tempi strettissimi, che sono anche quelli di un corto. Gli ho chiesto di immergersi nelle sue radici italiane e gli ho mandato le musiche di Nino Rota, tante colonne sonore di Fellini, da “Amarcord” a “Otto e mezzo”, e anche un po’ di Roberto Murolo, oltre a suoni folk e popolari. Volevo qualcosa di abbastanza semplice che si andasse ad abbinare a questa famiglia.

Informazioni bibliografiche
Titolo: “La luna”
Autore: Enrico Casarosa
Illustratore: Enrico Casarosa
Traduttore: Augusto Macchetto
Editore: Disney Pixar
Data di pubblicazione: 2012
Formato: copertina rigida
Numero di pagine: 32 pagine
ISBN: 9788852215285
Prezzo: € 11,50
Età di lettura: da 5 anni (per esperienza personale, il corto e il libro si possono proporre a 3 anni)

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